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CHI SIAMO

Spazio Tertulliano nasce nel 2010 su iniziativa di Giuseppe Scordio, attore e regista formatosi nella Compagnia del Teatro Carcano diretta da Giulio Bosetti.

Il teatro, dotato di una sala da 98 posti, prende il nome dalla Via Tertulliano, intitolata ad un teologo e saggista del primo cristianesimo  annoverato tra i padri della Chiesa, di cui ricordiamo la sua opera più famosa il "De Spectaculis", saggio morale contro il teatro e i rituali di spettacolarizzazione presenti nella società romana del medio impero, che Tertulliano riteneva essere un grande pericolo.

Spazio Tertulliano intende contrapporsi all'idea di teatro data dal predecessore proponendosi come una vera e propria dimensione polifunzionale in grado di accogliere molteplici espressioni artistiche e favorire l’ accrescimento culturale. Palcoscenico per il teatro prima di tutto, aperto anche alla musica e alla danza, location per la moda, mostre, convention, set fotografici e cinematografici, incontri e laboratori ad hoc per scuole, biblioteche e associazioni di Milano e provincia.


Mission: Chi conosce Tertulliano?

Spazio Tertulliano in pochi anni è diventato un punto di riferimento nel panorama cittadino per l’offerta teatrale innovativa aperta alla contaminazione e alla multidisciplinarietà,  capace di coinvolgere  nuovo pubblico attraverso numerose proposte artistiche di qualità affiancate a percorsi laboratoriali ed incontri creati su misura. Imponendosi la responsabilità di diventare  un luogo cui fare riferimento, Spazio Tertulliano è un teatro accessibile a tutti, sotto l’aspetto culturale e privo di barriere architettoniche o discriminatorie, che condizionino la partecipazione del cittadino. Lo Spazio crede che la cultura sia una possibilità vera per uscire dalla crisi, non solo economica ma anche di valori.

Spazio Tertulliano prosegue nel dare spazio a nuovi e giovani talenti del panorama italiano e affiancandoli ai “grandi” del teatro, portatori di un patrimonio inestimabile e insostituibile realizzando un ponte generazionale che unisce e contamina due mondi lontani ma non necessariamente così diversi, certi che l’arte in tutte le sue forme trovi nel passato il suo più illustre futuro.