Interpreti e autori
Prospero
Prospero incarna il desiderio di vendetta per le ingiustizie subite, anche per sua figlia Miranda, alla quale sarebbe spettata una vita ben diversa. In lui convive una profonda tensione interiore: da un lato il potere della conoscenza, dall’altro la fragilità umana, la soddisfazione del presente e il timore di un futuro segnato dalla sofferenza. Le emozioni e i conflitti di Prospero riecheggiano in tutti gli altri personaggi, facendo di lui il centro simbolico delle tensioni che animano la vicenda. La sua evoluzione — dal desiderio di vendetta alla scelta del perdono — diventa il filo conduttore che unisce le diverse passioni e contraddizioni dell’opera, mostrando come ogni personaggio sia, in fondo, riflesso delle sue stesse inquietudini.
Nel film, la figura di Prospero viene costruita attraverso l’uso di inquadrature statiche e composizioni che richiamano il linguaggio teatrale. Queste scelte visive ne evidenziano il ruolo di osservatore privilegiato e di intermediario tra l’uomo, la natura e la dimensione magica. In questo modo, Prospero assume una funzione quasi registica: è colui che dispone gli spazi, controlla gli eventi e guida ciò che accade sull’isola, come se orchestrasse una vera e propria messa in scena.



Ariel
Spirito del vento, abitante dell’isola e testimone di ciò che sfugge alla percezione umana. Ariel attraversa gli spazi senza appartenergli davvero, osservando gli eventi con uno sguardo leggero e distante. Ariel si pone al di fuori delle emozioni umane, è presenza eterea più che individuo, interpretabile come una proiezione della coscienza di Prospero. Nel linguaggio cinematografico si manifesta attraverso riprese aeree che osservano la natura dall’alto, incarnando la libertà e il respiro stesso del paesaggio, come se lo sguardo del film coincidesse con il suo movimento invisibile, seppur schiavo della sua libertà.



Miranda
Condizionata da una solitudine silenziosa, Miranda cresce in uno spazio quasi sospeso, tra echi di magia, lontano dal mondo degli uomini. Il suo sguardo, inizialmente forzato da questa condizione di isolamento sull’isola accanto al padre Prospero, si apre progressivamente alla scoperta dell’altro e alla meraviglia dell’incontro, con stupore puro davanti a qualcosa che appare nuovo e inatteso, senza pregiudizi, capace di riconoscere bellezza, sorpresa e infinite possibilità. Le scene di Miranda sono spesso immerse nella luce naturale dell’isola, sottolineando la connessione tra giovinezza, speranza e armonia con l’ambiente.



Calibano
Calibano è radice, terra, memoria, rappresenta il legame profondo dell’essere umano con la natura selvaggia. Creatura primordiale e padrone dell’isola prima dell’arrivo dell’uomo. Nel film è la voce dell’istinto, della terra incontaminata e della memoria di un mondo precedente. Allo stesso tempo, la sua figura assume una forte valenza simbolica: Calibano è l’essere colonizzato, privato della propria terra e costretto a sottomettersi al potere. Il suo rapporto conflittuale con Prospero riflette così le dinamiche del colonialismo, in cui la cultura dominante impone il proprio linguaggio, le proprie regole e la propria visione del mondo: togliere voce, riscrivere l’identità di qualcuno. Da un lato, la sua rabbia esplode in gesti brutali. Dall’altro, è vittima di una violenza più sottile: quella di Prospero, che lo domina, lo educa, lo controlla e lo punisce.



Re Alonso
Alonso re di Napoli incarna l’autorità, il rimorso e la stessa fragilità dell’uomo davanti agli eventi inattesi. Il suo personaggio riflette il contrasto tra il suo ruolo pubblico e il sentimento privato: se da un lato deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni, dall’altro è lacerato dal dolore e dal senso di colpa per la presunta perdita dell’erede. Alonso è simbolo della coscienza del potere, rappresentato attraverso inquadrature che isolano il suo volto o lo pongono al centro di spazi vuoti, enfatizzandone la solitudine e il rimorso. Diviso tra il dovere di rispondere alle proprie azioni e il dolore per la perdita dell’erede, è un uomo prima ancora che un re.



Gonzalo
Vecchio consigliere e uomo di fiducia di Prospero, Gonzalo è colmo di saggezza, di ottimismo e la capacità di vedere oltre la tempesta. Saper immaginare un mondo migliore anche quando si è naufraghi: Gonzalo lo fa, con la calma di chi non smette di credere. La nobiltà d'animo di Gonzalo diventa coscienza, come una presenza che osserva, comprende e tiene insieme ciò che si spezza. Nel film, è spesso inquadrato in piani medi o larghi che lo collocano nel contesto della natura, a sottolineare la sua armonia con l’ambiente circostante. La recitazione calma e ponderata, insieme alla luce che ne illumina il volto, rafforza il senso di speranza e fiducia.



Ferdinand
Figlio del re di Napoli, approda su un’isola credendo di essere l’unico sopravvissuto, aver perduto il mondo, il padre, il nome, solo tra sabbia e silenzi parlanti, finché uno sguardo — luce inattesa — rompe l’incanto della solitudine. Simbolo di innocenza, amore e idealismo, Ferdinand incarna non solo la natura romantica. Rappresenta anche la rinascita attraverso la giovinezza che si prepara a diventare un re capace di portare con sé un nuovo inizio. Nel film, le sue scene sono spesso illuminate da luce calda e avvolgente, con inquadrature ravvicinate che ne sottolineano la vulnerabilità e la sincerità dei sentimenti, rendendo tangibile la sua funzione di ponte tra l’attuale realtà e il sogno di un nuovo mondo.



Antonio
Fratello di Prospero, astuto e manipolatore. Le azioni di Antonio mettono in luce l’ambizione sfrenata e l’egoismo che lo porta a tradire la fiducia a lui concessa, scontrandosi con la saggezza e la misura del fratello. Antonio è simbolo di corruzione morale, del dominio rappresentato dall’ambizione senza limiti, in contrasto con la purezza e la semplicità dei più innocenti. Il volto del tradimento prende forma nello sguardo di Antonio: astuto, calcolato, sempre sul punto di superare il limite, come se ogni scelta fosse guidata da un’ambizione silenziosa ma inarrestabile. È lì che si annida la sua vera natura, in quell’equilibrio precario tra lucidità e inganno, dove la fiducia diventa solo uno strumento da usare e poi spezzare.



Sebastiano
Fratello del re, le azioni di Sebastiano mettono in luce la tensione e il tradimento, rivelandone la dubbia moralità a scapito dei legami familiari in nome del potere. Sebastiano non è solo complice, ma parte attiva del tradimento: il film sottolinea il suo disordine morale con pause, sguardi e dialoghi carichi di ambiguità. Sebastiano è simbolo di corruzione, avidità e ambizione sfrenata, un contrappunto oscuro alla saggezza e alla misura incarnate da Prospero.



Miranda (bambina)
Miranda è la figlia di Prospero, esiliato su un’isola quando lei era ancora bambina. Cresce lontana dalla società, solo con suo padre, imparando da lui tutto ciò che sa. Crescere lontano dal mondo non la rende fragile, ma autentica. Non ricorda quasi nulla della vita precedente, vive in mezzo alla magia, dolce e compassionevole, non conosce la malizia del mondo. Da piccola, Miranda è capace di stare accanto al padre nel suo momento più difficile. Non comprende fino in fondo ciò che accade, ma ne percepisce le emozioni. Simbolo di purezza, innocenza e stupore, Miranda non è solo un personaggio, ma anche un simbolo: nuovo inizio, amore puro, speranza per il futuro.



Giuseppe Scordio - Regista e Sceneggiatore
Giuseppe Scordio è attore, regista e autore teatrale. Lavora per quindici anni con Giulio Bosetti presso il Teatro Carcano di Milano, dove inizia un intenso percorso artistico. Debutta nel 1996 con Un amore di Dino Buzzati e negli anni successivi interpreta numerosi spettacoli teatrali, tra cui Il bugiardo, Così è se vi pare e Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, Antigone e I dialoghi di Socrate. Lavora inoltre con registi come Pippo Carbone e Andrée Ruth Shammah, ne La Maria Brasca nel ruolo del Camisasca al fianco di Adriana Asti.
Parallelamente lavora per il cinema e la televisione, partecipando al film Il giovane Mussolini diretto da Gianluigi Calderone con Antonio Banderas e a diverse fiction televisive italiane.Dal 2010 è fondatore e direttore artistico del Teatro Spazio Tertulliano di Milano, realtà dedicata alla produzione teatrale contemporanea e alla valorizzazione di nuovi talenti.Tra i suoi lavori più significativi figurano la regia e interpretazione de Il diario di un killer sentimentale di Luis Sepúlveda, l’adattamento teatrale di Lettera al mio giudice di Georges Simenon e lo spettacolo autobiografico Mi voleva la Juve scritto e diretto da Gianfelice Facchetti.
Tra le altre produzioni si ricordano La signorina Giulia di August Strindberg, Light My Fire – Nascita della tragedia greca ispirato alla vita e poesia di Jim Morrison, Kings - il gioco del potere regia di Alberto Oliva, Giacobbe Fragomeni – Forse… Lassù qualcuno mi ama, dedicato alla storia del campione del mondo WBC Giacobbe Fragomeni. Nel 2020 dirige Vivi! Come il mare – pièce per due delfini, favola ecologica dedicata alla tutela degli oceani, con il contributo di iBeHuman e patrocinata dall’organizzazione ambientalista Marevivo Onlus. Con il progetto cinematografico e teatrale La Tempesta, dall’ ultima opera di William Shakespeare, firma la regia e interpreta il ruolo di Prospero.

Attilio Tamburini - Regista
L’amore per il cinema di Attilio Tamburini nasce in età relativamente tarda, durante il primo anno della laurea triennale in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Siena. Proprio nella città toscana scopre il Cinema Nuovo Pendola, una piccola sala indipendente che diventa per lui un importante luogo di formazione e scoperta cinematografica.
La visione di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini, primo film visto al Pendola, segna l’inizio di un percorso intenso e totalizzante. Da quel momento il cinema diventa un vortice creativo capace di coinvolgerlo completamente, portandolo a dedicarsi allo studio e alla pratica dell’audiovisivo.
Consegue la laurea magistrale in Televisione, Cinema e New Media, entrando in contatto con figure che considera determinanti per la propria formazione, tra cui il regista Michelangelo Frammartino e la critica e docente Luisella Farinotti, il regista Andrea Caccia, relatore della sua tesi dedicata al rapporto tra cinema e comunità. Proprio da questa esperienza nasce il suo primo progetto cinematografico, realizzato insieme alla Scuola Professionale d’Arte Muraria di Milano.
Tra il 2022 e il 2025, Attilio Tamburini realizza due cortometraggi, Usignolo e Lune Crescenti, che ottengono riconoscimenti in numerosi festival. In particolare, Usignolo vince il premio Rai Cinema Channel, grazie al quale resta disponibile sulla piattaforma Rai per un anno, consolidando la sua presenza nel panorama cinematografico nazionale e dimostrando la capacità di coniugare ricerca estetica e sensibilità narrativa.

Francesca Mantero - Direzione della fotografia
L'anno in cui finalmente l'amore e la passione per la fotografia vengono messi al primo posto è il 2015, periodo in cui lascia Genova e si trasferisce a Milano. Laureata presso l'Università IULM, corso di Laurea Magistrale in Televisione, Cinema & New Media (2021) e con alle spalle una Laurea Triennale (2018) in Fotografia presso l'Accademia di Belle Arti Europea dei Media di Milano. in questi anni sperimenta e definisce il suo stile.
L'interesse per la messa in scena di situazioni più o meno articolate, senza mai fermarsi ad un singolo scatto, la porta a comprendere che questa maniacale attenzione per l'ideazione e la creazione, attraverso la scelta della luce, del soggetto e dello spazio, rientrano perfettamente in quello che è il cinema: catturare istanti profondi e densi di significato, con un tocco di creatività. Questo rapporto tra la staticità della fotografia ed il movimento del cinema, descrive perfettamente chi è Francesca.

Ekaterina Shelehova - Colonna sonora
Ekaterina Shelehova è una cantante, compositrice e performer che unisce voce classica, folk etereo e sonorità cinematografiche. Diplomata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, si muove tra repertorio lirico e composizioni originali. Ha raggiunto notorietà internazionale con la sua performance originale Earth Melodies a Italia's Got Talent, portando il suo stile etno-operistico a un pubblico globale. In quella occasione è stata scelta da Giuseppe Scordio per dare respiro al film La tempesta. Si esibisce su palcoscenici di tutto il mondo e ha pubblicato l'album concettuale Fables Act I (2025) caratterizzato da atmosfere eteree e fiabesche. E' stata solista della rinomata band ERA ed ha preso parte a progetti orchestrali ed elettronici, esibendosi anche al fianco di Hans Zimmer alla Dubai Opera House e con la Woralkls Orchestra. Nel 2024 ha ricevuto il Golden Buzzer al Got Talent España. Nel 2026 porta avanti il ciclo delle Fables con la realizzazione delle Fables Act II.

Franco Parravicini - Colonna Sonora
Franco Parravicini studia contrabbasso al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Chitarrista autodidatta si avvicina al jazz frequentando i corsi di Giorgio Gaslini. Nel 1972 partecipa a uno stage sulla musica africana, "'Dalla musica tribale africana fino ai canti della libertà e alle tendenze" tenuto da John Cage. Insieme al flautista Gerardo Cardinale approfondisce le tradizioni musicali del Mediterraneo e della Grecia antica. Con Alberto Morelli fonda il progetto Dissói Lógoi, firmando le musiche di lo sto con la sposa (2014), presentato alla Biennale di Venezia e candidato al David di Donatello 2015. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Giorgio Gaslini, Massimo Urbani, Alexis Korner, Vincenzo Zitello, Mario Arcari, Fedrico Sanesi, Francesco D'auria, Gabriele Mirabassi, Riccardo Tesi, Fausto Tagliabue, Abaqua, Soundpainting, Francesco Magni, Clara Zucchetti, Tosca, Alice, Rossana Casale, Antonella Ruggero, Fabio Concato e Cristiano De André. Ha insegnato in diverse scuole di musica e ha lavorato anche come tecnico del suono, registrando circa quaranta album e curando il suono di numerosi concerti. Parallelamente compone colonne sonore per teatro, film e reading.

Clara Zucchetti - Partecipazione alla colonna sonora
Clara Zucchetti è una polistrumentista e titolare della scuola di musica Musicla di Cantù. Diplomata in strumenti a percussione e laureata al Conservatorio Giuseppe Verdi di Como, ha completato la sua formazione con un corso quadriennale in musicoterapia ad Assisi e seminari di vocalità funzionale. Suona come percussionista, vibrafonista, tastierista e
cantante. È attiva anche in ambito educativo, con progetti legati a disabilità e dispersione scolastica: ha fondato un'orchestra di ukulele con 130 bambini e diretto cori fino a 600 studenti. Suona con musicisti del territorio lombardo e ticinese tra cui Marco Belcastro, Sara Magon, Simone Mauri, Massimo Giuntoli, Franco Parravicini, Nadia Gabi, Raissa Avilés e ha collaborato con nomi del panorama internazionale quali Mario Arcari, Paolo Tomelleri, Jonathan Coe. Suona a importanti festival come Collisioni Festival (2014), Festivaletteratura di Mantova (2017) e Time in Jazz organizzato da Paolo Fresu (2021). In teatro ha lavorato con Charlie Owens, Stefano Bresciani, Jacopo Boschini e Simone Savogin. È autrice insieme a Elisabetta Zulian, Sara Magon e Fiorenzo De Vita del metodo Iniziamo presto con l'ukulele, edizioni Curci.

Sasha Nikolaeva - Costumi
Nata a Yakutsk (Russia), Sasha Nikolaeva considera l'Italia la sua seconda patria. Si laurea in Antropologia Culturale all'Università di Yakutsk, affiancando agli studi la formazione in cucito e ricamo tradizionale, danza e coreografia, e iniziando a lavorare come costumista e stilista in ambito teatrale e moda. Trasferitasi a Milano nel 2003, studia scenografia all'Accademia di Belle Arti di Brera e si diploma in Sartoria teatrale all'Accademia del Teatro alla Scala. Dal 2013 in avanti ha lavorato prima come assistente costumista in varie produzioni di opera e balletto al Teatro Alla Scala e al Teatro Carlo Felice (La Traviata di Dmitrij Tcherniakov, Lo Schiaccianoci di Nacho Duato, I Due Foscari e la Madama Butterfly di Alvis Hermanis, Lo Schiaccianoci di George Balanchine), poi anche come costumista (GO.GO.GO con Alexander Sokurov, Coltelli nelle Galline con Andrée Ruth Shammah, Marjorie Prime con Raphael Tobia Vogel), Lachesis con Lukas Hembleb, Der Ursprung Der Welt scenografie e costumi con Astrid Grossgesteiger, Der Findling con Lukas Hembleb, Le Putte docu-fiction) molti di questi progetti in collaborazione con la scenografa Margherita Palli. Parallelamente lavora con realtà indipendenti (Spazio Har-Baje, Nicola Ciammarughi) e per produzioni di spettacoli all'aperto, tra cui Studio Festi.

Cristian Dondi - Montaggio
Attivo dal 2000 nel settore audiovisivo, Cristian Dondi si forma da autodidatta tra Londra e l'Italia, lavorando come montatore, operatore e regista per televisione, cinema e web. Nel tempo consolida la sua esperienza collaborando con importanti professionisti e realtà produttive, tra cui Forma International e da oltre quindici anni con Discovery Channel Italia. Ha lavorato con Sky, MTV, Università Bocconi, ActionAid, Fondazione Trussardi, Brioni, Replay, Flos e con artisti come Vinicio Capossela, Tricarico e Bugo. In ambito documentaristico ha collaborato a lungo con il regista Ruggero Gabbai, firmando il montaggio di numerosi film prodotti da Rai Cinema, RSI e altre realtà internazionali, tra cui Liliana (2024) e diversi progetti attualmente in lavorazione. Ha inoltre lavorato con il regista Andrea Caccia (Tutto l'oro che c'è, Vedozero).

Roberto Natale - Post produzione audio e sound designer
Roberto Natale è un tecnico del suono con consolidata esperienza nella post-produzione audio di film, documentari e progetti cinematografici. Ha collaborato con registi e produzioni di alto profilo, portando un approccio creativo e tecnico capace di trasformare le immagini in ambientazioni sonore immersive e coinvolgenti. La sua expertise unisce precisione, cura dei dettagli e capacità di valorizzare l'esperienza emotiva del pubblico attraverso il suono.

